Il metodo di Michael Burry
Il metodo di Michael Burry è quello di un investitore value molto concentrato e molto indipendente. Le sue radici sono in Benjamin Graham e Warren Buffett, ma il suo tratto più personale è un altro: la disponibilità a studiare ciò che gli altri trovano noioso, e a restare da solo con le proprie conclusioni.
Leggere tutto, anche ciò che nessuno legge
Il primo strumento di Burry sono i documenti. Bilanci, note al bilancio, prospetti, contratti: legge per intero ciò che la maggior parte degli investitori sfoglia o ignora. È così che ha trovato molte delle sue idee migliori, e così che è arrivato alla sua scommessa più famosa, leggendo le condizioni dei mutui contenuti nei titoli che il resto del mercato comprava senza aprire.
Il messaggio è che i vantaggi più grandi stanno spesso nei dettagli che nessuno ha voglia di guardare.
Il prezzo prima della storia
Come Graham, Burry si concentra sul prezzo. Cerca aziende che costano poco rispetto a ciò che possiedono o a ciò che guadagnano, spesso aziende fuori moda, in difficoltà o semplicemente ignorate. Non lo interessano le storie entusiasmanti su cui si gonfiano i prezzi: preferisce titoli di cui nessuno parla, dove il prezzo è basso proprio perché l'attenzione è altrove.
Il margine di sicurezza
Burry vuole un ampio margine tra il prezzo che paga e il valore che stima. Sa che i suoi calcoli possono essere sbagliati e che il mercato può restare irrazionale a lungo, e quel margine è la protezione che gli permette di aspettare senza essere costretto a vendere.
Pochi titoli, scelti con convinzione
I suoi portafogli sono spesso piccoli e concentrati: poche posizioni, a volte molto diverse da quelle di tutti gli altri gestori. Quando è convinto di un'idea, la sostiene con una parte importante del capitale. È un approccio che amplifica sia i successi sia gli errori, e che richiede di conoscere molto bene ciò che si possiede.
Contro la folla
L'indipendenza è il cuore del suo modo di investire. Burry è disposto a comprare ciò che tutti vendono e a vendere, o scommettere contro, ciò che tutti comprano, quando i numeri gli danno ragione. Sa che avere ragione in anticipo può sembrare, per lungo tempo, uguale ad avere torto: la crisi dei mutui gli ha dato ragione solo dopo un periodo molto difficile.
Per questo il suo metodo chiede una qualità che non si impara sui libri: la capacità di sopportare il disagio di essere in minoranza.
Le sue domande
Il metodo di Burry sta in poche domande, da farsi davanti a ogni titolo:
- Ho letto davvero i documenti, comprese le note che nessuno legge?
- Il prezzo è basso rispetto a ciò che l'azienda possiede e guadagna?
- Il margine di sicurezza mi permette di aspettare, anche a lungo?
- Sono convinto abbastanza da sostenere l'idea anche se il mercato la pensa all'opposto?
- Che cosa sto vedendo che gli altri non vedono, e perché?
Sono domande, non risposte. Il percorso di Analisi dello Studio è costruito per aiutarti a rispondere, una società alla volta.
Questa pagina descrive un metodo, non dà consigli. Le società nel portafoglio di Scion sono spunti da studiare, e i dati vengono dall'ultimo 13F depositato: comprarle perché le ha comprate Burry vorrebbe dire saltare proprio il lavoro che il suo metodo richiede.
Le società citate in questa pagina sono spunti da studiare, non consigli.
Value Investors Hub non è affiliato a Michael Burry né a Scion Asset Management, né è approvato da loro.
Le sue idee
Come è costruita questa pagina
Nel contenitore grande trovi le idee che guidano le sue scelte, quando compra e soprattutto quando aspetta. In fondo, le domande da farsi davanti a ogni società.
Due margini diversi. Il margine di sicurezza dei grandi investitori confronta il prezzo con il valore dell'azienda. La colonna "margine di sicurezza sugli acquisti" della pagina Portafoglio confronta invece il prezzo con una stima cautelativa del prezzo d'acquisto dell'investitore: non dice quanto vale la società.
Un metodo non è una lista di titoli da comprare. Le società in portafoglio sono spunti da studiare: il lavoro di analisi resta da fare, una società alla volta, con lo Studio.